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LA BARCOLANA DI ROSIGNANO

rosignano web

Mostra personale di Livio Rosignano

Sala Comunale d'Arte Giuseppe Negrisin
Piazza Marconi, 1 - Muggia

Inaugurazione mercoledì 21 settembre alle ore 18.00
Sabato 1° ottobre intervento critico di Enzo Santese

La mostra rimarrà aperta sino al giorno 16 ottobre con il seguente orario da martedì a sabato 10 - 12 / 17 - 20 domenica 11 - 13  

 

 

Il Maestro Rosignano, Istriano di origine (Pinguente,1924 ), è sempre vissuto a Trieste, ha iniziato ad esporre nel 1949. Ha partecipato a numerosissime mostre in Italia e all’estero. Dalla Biennale di Milano alla Quadriennale di Roma, dal premio Michetti al Suzzara, dal Marzotto alla mostra del Po alla Triveneta di  Padova...Personali a Milano, Venezia, Genova, Bergamo, Bologna, Forlì. All’Istituto di cultura di Bruxelles, a Bucarest, a Monaco di Baviera e a New york, in Austria e in Jugoslavia. Naturalmente un sacco di mostre a Trieste e nella regione. Antologiche a Gorizia (1971 )a Trieste ( 1978 ) a Udine (1976 e 1979 e 1998 ). Al  Civico Museo Revoltella di Trieste nel 1995. Nel 2009 a cura del Comune di Trieste antologica al Civico Museo Revoltella, Nel 2010 a cura della Regione di Trieste mostra antologica. Quest’anno è presente alle manifestazioni di villa Manin, e a Trieste al magazzino 26 “Biennale 2011”
Ha avuto buoni riconoscimenti ed è stato premiato in varie mostre nazionali. E’ stato segnalato per il Premio Bolaffi nel 1974.Hà avuto dal Comune di Trieste il Sigillo Trecentesco nel 1994. Ha collaborato come  scrittore alla terza pagina del “Piccolo” negli anni Settanta e Ottanta . Nel 1973 ha pubblicato, “ Dieci pittori triestini”, Ed. Italo Svevo, nel 1974; “Feldpost 15843”, Ed. Del Bianco, nel 1980; “Una giovane vita”, Ed.  Italo Svevo, nel 1993; “Fiori gialli senza nome”, Ed. Istituto Giuliano di Documentazione storica, 2008 Di recente, quasi fresco di stampa, ha pubblicato “Il comunista di San Giacomo” Ed. Tipografia Triestina.

 

 

"Tutta la pittura di Livio Rosignano scaturisce dalla necessità di eleggere il colore a cassa di risonanza interiore, per cui ambienti e paesaggi raramente sono spazi descrittivi, dove prende corpo un racconto o si precisa un aneddoto d’esistenza, anzi sono quasi sempre modi per esprimere sfumature del pensiero in rapporto ai luoghi e alle persone, su cui emblematicamente l’artista posa il suo sguardo partecipante. La consistenza dell’impasto, la leggerezza del gesto, la pellicola cromatica che pulsa per sovrapposizione di  sfumature, il tocco perentorio che fissa il senso più profondo della realtà, guidano la mano di Livio Rosignano anche in questi dipinti interamente dedicati al mare: autentiche finestre aperte sull’emozione che l’Adriatico di casa genera in lui, impegnato già più volte a far volteggiare quella medesima acqua in schiumanti ondate sotto la sferza della bora sul molo. Come è decisa la pennellata, così è immediato il segno che richiede solo pochi attimi per precisarsi alla mente dell’autore, capace di stupirsi di fronte all’evento creativo che pur governa con grande intensità di adesione alle cose, alle situazioni, alle atmosfere tradotte nella poesia di un impianto cromatico, che si muove nella temperie di una luce centro-europea più che nel solco di una sensibilità mediterranea.
La sua è sempre una silenziosa sofferente condivisione dell’esistente, da una posizione non di aristocratico distacco, ma di accostamento discreto agli eventi, nei quali sa leggere l’essenza che guida i meccanismi evolutivi della cronaca personale e della storia collettiva. La vena malinconica che innerva gran parte della sua poetica sembra temporaneamente attutita in un’ orchestrazione cromatica, dove la singola tinta si fa gregaria di un’altra in un’osmosi seducente di toni, di lampi e vibrazioni. Ma il mare è stato sempre presente nella poesia di Rosignano, se non altro in forma ellittica: gli scaricatori del porto, i pescatori che tirano le reti, i marinai che scrutano pensosi l’orizzonte oppure che bevono nelle taverne delle rive, la varia umanità che gravita attorno alle banchine.
Le opere allineate in mostra offrono un dilatato ventaglio di scorci marini in cui uno dei protagonisti, esplicito o sottinteso, è il vento che gonfia le vele in regata oppure viene atteso come motore del desiderio d’andare. Diversi sono i quadri aperti sul golfo, con lo specchio antistante la riviera punteggiato dal bianco che fa da contrappunto a quello delle pietre di Miramare. Denso di drammatico sentimento esistenziale è il motivo delle barche ricoverate al riparo del molo, mentre il mare spumeggia in un presagio di tempesta.
Raramente la visibilità è limpida, il clima è sempre ovattato in una sorta di velo pulviscolare che fa vibrare l’immagine in una pulsazione sottile, che è evidenza dinamica dello scatto poetico, quello stesso che Livio  Rosignano sa imprimere alle sue parole nelle liriche. Miramare è spesso un perno visivo attorno a cui ruota la composizione, mentre il pelo dell’acqua lascia intravedere il senso di una profondità variabile, resa da un concerto di pennellate che si incrociano in un sistema di gesti rivelatori della complessa tessitura pittorica.
Le figure tracciate sulla superficie con immediati colpi di pennello, si stagliano come sagome immerse in una temperie dove il sole è elemento lontano che dà plasticità a cose e persone, eppure si situano in una dimensione di impalpabile consistenza, come entità del pensiero che “camminano” nel racconto di un’adesione al tema, il mare, con la naturale consapevolezza da parte dell’artista di appartenere a una terra che proprio al mare attinge gran parte della sua sostanza caratteriale."

Enzo Santese 

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