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IL CIRCO DELL'INCONSCIO


Venerdì 7 febbraio
 alle ore 18.30 presso la Sala Comunale d'Arte "Giuseppe Negrisin", inaugurazione della mostra "Il circo dell'inconscio", personale di Giulia Perini, intervento critico di Enea Chersicola, organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia     


Venerdì 7 febbraio alle ore 18.30 inaugura, presso la Sala Comunale d'Arte "Giuseppe Negrisin" di Muggia, la mostra "Il circo dell'inconscio", personale dell'artista triestina Giulia Perini curata da Enea Chersicola e organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia. L'esposizione propone una ventina di opere realizzate con la tecnica del carboncino su carta, intrecciata con l’utilizzo del colore acrilico. La dicotomia tecnica si declina nella doppia rappresentazione che compare nelle sue opere: realtà e inconscio, rappresentando un duplice stato del medesimo soggetto. Il circo dell’inconscio è dunque, forse, quello stato di coscienza, o per meglio dire incoscienza, in cui l’uomo si trova quando, al calare della notte, calano le tende della rappresentazione esistenziale lasciando spazio invece a quello che è il sentire più profondo di ciascuno.
E dunque nelle opere di Perini viene rappresentata proprio la realizzazione di quella potenzialità in cui chiunque può riconoscersi, la fase del sogno in cui le strutture del reale sfumano nella possibilità. Ciò che normalmente si definirebbe folle diviene invece, non solo accettabile, ma addirittura verosimile. Quel circo quindi altro non è che una manifestazione di quella parte di noi stessi che resta inespressa nel quotidiano, la possibilità di iniziare un sogno rivestendo i panni di un antico romano e svegliarsi a ridosso del terzo millennio, essere uno, ma al contempo anche altro; poter osservarsi dall’esterno, come fossimo terze persone di fronte a uno spettacolo che ha come protagonista noi stessi, essere dunque altro al di là di sé pur restando consapevoli di noi.
E se “il pazzo è un sognatore sveglio” le opere di Perini permettono, in questa mostra, di condurci attraverso un sogno in cui la realtà sconfina nella finzione; se si dovesse interpretare letteralmente un sogno, questo verrebbe il più delle volte interpretato come un vissuto di follia, ma forse la follia non è altro che un sogno che è riuscito a sfondare i confini del reale.
L’artista dà corpo all’inconscio del soggetto, celebrando nelle sue opere il momento in cui la coscienza si libera dai dogmi imposti nella contemporaneità, per lasciare spazio alle possibili rappresentazioni del proprio sentire.
La mostra potrà essere visitata a ingresso libero fino a domenica 1° marzo 2020 con il seguente orario: da martedì a venerdì dalle 17 alle 19, sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, domenica e festivi dalle 10 alle 12, lunedì chiuso.

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