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NATURA, FRA SPLENDORI E FERITE


Giovedì 13 giugno alle ore 18 presso il Museo d'Arte Moderna "Ugo Carà", inaugurazione della mostra "Natura, fra splendori e ferite", personale del fotografo Stefano Ciol, a cura di Fabio Rinaldi, organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia e dall'associazione Photo-Imago, all'interno del progetto PRACC-Progetto Arte Contemporanea Carà 


Giovedì 13 giugno alle ore 18, verrà inaugurata, presso gli spazi espositivi del Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà”, sito in via Roma 9 a Muggia, la mostra fotografica di Stefano Ciol intitolata "Natura, fra splendori e ferite". La mostra è organizzata da Photo-Imago - Centro per l’Archiviazione e la Divulgazione dell’Immagine Fotografica e sarà presentata da Guido Cecere. La manifestazione si inserisce nel programma PRACC-Progetto Arte Contemporanea Museo Carà che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia ha varato già nel 2007 assieme alle associazioni culturali Photo-Imago, Gruppo78 e Juliet. Photo-Imago è particolarmente orgogliosa di presentare questa mostra a Muggia in occasione del suo trentaseiesimo anno di attività. La mostra è curata da Fabio Rinaldi.

Da sempre i fotografi rincorrono il giusto equilibrio fra luce e ombra, fra chiaro e scuro, si sa la fotografia è proprio questo, ma è un’arte imprecisa dettata più dal cuore che dalle regole. Eugene Smith preferiva i toni drammatici del nero, per poi schiarire le luci con il Farmer, Cavalli avvolgeva nella luce i suoi soggetti; non ci sono regole, solo il trasmettere stati d’animo.
Ed è con questo spirito che Stefano Ciol si approccia alla fotografia prevalentemente di paesaggio, un paesaggio che lui trasforma in bianco e nero per dare più forza a quelle luci, per dare più forza a quelle ombre.
La fotografia di paesaggio significa vagabondare nella natura alla ricerca di noi stessi, della nostra storia, delle nostre esperienze, delle emozioni che vogliamo trasmettere. I recenti disastri che si sono abbattuti nei mesi scorsi sulla nostra penisola sono un monito che la terra ci lancia sui nostri scellerati modi di trattarla: vento, acqua, neve, lasciano segni insoliti che dovremmo ascoltare, capire e porvi rimedio. In questa sezione Stefano si abbandona al dolore che queste ferite si imprimono nei nostri cuori; per questo ha scelto di rappresentarle con il colore, cioè la rappresentazione del reale, lontana dal desiderio di abbellimento artistico, la nuda realtà, un monito per cercare il cammino che la natura ci ha sempre indicato.
Ne nasce un viaggio interiore che ci porta ai suoi suggestivi panorami, ma anche al suo grido di dolore, che dovrebbe renderci, anche a noi visitatori della mostra, partecipi e rispettosi di quel meraviglioso ambiente in cui viviamo.

La mostra, che si avvale dell’adesione della Casa dell’Arte di Trieste, sarà visitabile sino a domenica 7 luglio 2019 con il seguente orario: da martedì a venerdì dalle 18 alle 20, sabato dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 20, domenica e festivi dalle 10 alle 12. Ingresso libero.

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