img_interna_1
iconaMostre

I BAFFI ALLA GIOCONDA 2 (1996-2019)

immagine_mostra_I_BAFFI_ALLA_GIOCONDA_2

Sabato 18 maggio alle ore 18.30 presso il Museo d'Arte Moderna "Ugo Carà", inaugurazione della mostra "I baffi alla Gioconda 2 (1996-2019)", a cura di Eva Comuzzi e Orietta Masin, organizzata dal Circolo ARCI Cervignano e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia, nell'ambito delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci



Sabato 18 maggio alle ore 18.30 inaugura, presso il Museo d’Arte Moderna "Ugo Carà" di Muggia, la mostra "I baffi alla Gioconda 2 (1996-2019)" nell'ambito delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci. L'esposizione, che corrisponde di fatto alla seconda parte della rassegna di arte contemporanea "FINISHED UNFINISHED SPACES" curata da Eva Comuzzi e Orietta Masin iniziata a Cervignano del Friuli lo scorso 13 aprile, è organizzata dal Circolo ARCI Cervignano e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia, in partenariato con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Cervignano del Friuli e in collaborazione con l'associazione VivaComix di Pordenone. La mostra riprende e ridà vita a un progetto espositivo realizzato a Pordenone nel 1996 intitolato "I baffi alla Gioconda" a cura di Paola Bristot, Fulvia Spizzo e Paola Moro, con importanti artisti del Friuli Venezia Giulia ma non solo, ai quali si chiedeva di reinterpretare la celeberrima icona leonardesca già rielaborata 100 anni fa da Marcel Duchamp.

Il progetto viene qui riproposto e ampliato mettendo in relazione una selezione di autori del 1996 con il lavoro di ventidue nuovi artisti facenti parte soprattutto delle nuove generazioni. "I baffi alla Gioconda" si trasforma pertanto in "I baffi alla Gioconda 2 (1996-2019)" e, per le curatrici Eva Comuzzi e Orietta Masin, diventa l’occasione per affrontare contemporaneamente il tema del non finito, della traccia intesa come segno identitario, e riflettere su un tema molto attuale, ovvero le identità fluide, mutevoli. Il gender.
Molte, sono state infatti nel corso dei secoli le interpretazioni date alla Gioconda che inquietava per lo sguardo mobile e per quel suo sorriso ambiguo, beffardo. Con la nascita della psicoanalisi anche Sigmund Freud si abbandona alle varie e, spesso errate, interpretazioni su questo capolavoro. In "Un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci", pubblicato nel 1910, l’analista, dopo vari studi sulla vita dell’autore e i suoi soggetti, nello specifico la Gioconda e la Sant’Anna, la Vergine e il bambino con l’agnellino, sostiene l’omosessualità di Leonardo. La Monna Lisa sarebbe dunque una sorta di manifesto pubblico, un coming out dell’artista? O, come recentemente ha affermato Sophie Herfort, professoressa e ricercatrice in Scienze dell'arte alla Sorbona di Parigi, il ritratto di un suo amante? Le Jocond? "La Gioconda non è una donna", dice la Herfort, "quello che noi identifichiamo come l'ideale della bellezza femminile è un travestito".
E a scherzare con ironia, irriverenza, licenziosità su queste tesi dei primi del Novecento, oggi rafforzate da nuovi approfondimenti, non poteva mancare Marcel Duchamp con "L.H.O.O.Q.", di cui, proprio quest’anno, se ne celebra il centenario. Con un ready-made, che lui chiamò "rettificato", aggiunse ad un poster del dipinto della Gioconda baffi e pizzetto e delle misteriose iniziali che ne diedero il titolo.

A rafforzare la riflessione che questa mostra vuole proporre, durante il finissage di domenica 9 giugno - giorno successivo allo svolgimento del GayPride a Trieste - a partire dalle ore 16, si svolgerà il convegno "The Danish Girl: metamorfosi e ricerche identitarie nelle arti contemporanee" dove, partendo dalle immagini del film "The Danish Girl", sino ad arrivare al concetto di androginia (Rebis) come simbolo della personalità totale e perfetta, si discuterà sulle opere di alcuni artisti e spettacoli teatrali quali: Leonardo, Marcel Duchamp, Urs Lüthi, Gino De Dominicis, Pierre Molinier, Roberto Cuoghi, Cindy Sherman, Motus (MDLSX), ricci/forte (Wunderkammer Soap-Didone). Il convegno è pensato come un momento per andare a sviscerare il tema della dualità, della maschera, dell’affermazione identitaria, ma anche dell’identità ambigua, manipolata o unisex, che caratterizza sempre più i nostri anni e che crea svariate perplessità, diffidenza, paure.
L’incontro è realizzato in collaborazione con ARCI GAY Ferrara e sarà seguito dalla performance "@gender" di Eva Croce.

La mostra potrà essere visitata a ingresso libero fino a domenica 9 giugno 2019 con il seguente orario: da martedì a venerdì dalle 17 alle 19, sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, domenica e festivi dalle 10 alle 12, lunedì chiuso.

INVITO

info Comune di Muggia - Assessorato alla Cultura
040 3360340 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

contatti referente per il Circolo ARCI Cervignano:
Orietta Masin / 338 8454492 / Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

FVG_live
Video di presentazione
icona
video_muggia
Iscriviti
icona

Per rimanere sempre aggiornato sulle novità e le iniziative di Muggia e dintorni iscriviti alla newsletter con pochi e semplici passi!

Come arrivare
icona
mappa
puntatore Guida all'installazione dei punti di interesse di Muggia sui navigatori
puntatore Punti di interesse di Muggia per TOM TOM
puntatore Punti di interesse di Muggia per GARMIN
linea
Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Muggia
Piazza della Repubblica, 4 - 34015 Muggia (Trieste)

incipit

|    Home    |    Visitare Muggia    |    Appuntamenti    |    Mediagallery    |    Carnevale    |    Contatti    |
Do NOT click this link or you will be banned from the site, forever !