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FRAGILITÀ DELL’ESSERE

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Sabato 26 gennaio alle ore 18, negli spazi espositivi del Museo d’Arte Moderna "Ugo Carà" di Muggia, si inaugura la mostra fotografica "Fragilità dell’essere / Krhkost bivanja", doppia personale degli artisti sloveni Karmen Čorak e Andrej Brumen Čop, curata da Denis Volk e organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia, in occasione dell'8 febbraio, Giornata della cultura slovena 



Sabato 26 gennaio alle ore 18 presso il Museo d’Arte Moderna "Ugo Carà" di Muggia, si terrà l'inaugurazione della mostra fotografica "Fragilità dell’essere / Krhkost bivanja", doppia personale degli artisti sloveni Karmen Čorak e Andrej Brumen Čop, curata da Denis Volk e organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia.

Per celebrare la Giornata della cultura slovena (8 febbraio) il Comune di Muggia organizza, fra le altre iniziative, una mostra duplice personale di artisti sloveni e precisamente della fotografa Karmen Čorak, che vive a Venezia, e del pittore Andrej Brumen Čop, che lavora a Lubiana. La mostra porta il titolo collettivo di "Fragilità dell'essere / Krhkost bivanja", giacché le opere di entrambi gli artisti sono complementari e simili per tema.
La fragilità dell'essere si presenta così nella fragilità della natura come nella fragilità dell'uomo. Con la loro sensibilità, i due autori registrano nelle loro opere tali particolarità e gli attimi di una natura sensibile e mutevole: la fotografa Karmen Čorak con la fotografia, il pittore Andrej Brumen Čop con la pittura, l'acquerello, il disegno e la grafica.
I due artisti trovano i motivi della bellezza sensibile della natura nel mondo vegetale, tra gli insetti, nella natura inanimata, per esempio muri e recinzioni, nell'acqua, nei fenomeni atmosferici e nelle stagioni. Nel farlo usano materiali molto sensibili come il washi giapponese, la carta di bambù e altro materiale, come pure la tela. Sebbene i motivi provengano dalla natura e dall'ambiente circostante, sono allo stesso tempo il simbolo della sensibilità, del cambiamento e della transitorietà umana. Ci aiutano a rallentare il nostro ritmo, a osservare, a vedere e forse anche a cambiare.
Nel maggio 2018, all'Accademia di Belle Arti di Roma, i due artisti hanno esposto assieme per la prima volta. L'8 febbraio 2019, Giornata della cultura slovena, sarà organizzata una visita guidata della mostra alle ore 18.

Vedo! (Dunque osservo) di Denis Volk
Una volta, a proposito del suo lavoro, la fotografa Tanja Verlak ha detto: "Noto che nella fotografia equipariamo la realtà al visibile. Ciò è in contrasto con il fatto che la fotografia evidenzia i concetti e si ritrova sempre nel mondo delle idee; rappresenta quindi anche quella parte che forse vorrebbe restare nascosta, poiché spesso parte dal mondo dei concetti e dei modelli che si rivalutano appena nelle eccedenze. Cos'è dunque l'obiettività nell'arte? E cos'è la realtà della percezione umana? Non uso la fotografia documentaria per riprodurre ciò che vedo, ma per vedere cosa documento. Ecco perché lavoro con la magia nel senso più ampio del termine ... "
Se guardiamo al lavoro di Karmen Čorak e Andrej Brumno Čop da questo punto di vista, possiamo concludere che le fotografie di Karmen Čorak sono assolutamente speciali e possiedono una nota personale molto forte. Anche lei documenta quanto vede ma non con l'intento di riprodurre, ma per vedere. Vedere cosa ha vissuto, incontrato, avvertito e forse anche svisato, ma la fotografia le permette di fermare il tempo e rivedere l'attimo nei suoi numerosi dettagli ogni volta che (ri)guarda la foto. E questo permette anche all'osservatore - quando guarda una foto, di stabilire il proprio rapporto con il motivo e percepire i suoi sentimenti. Similmente, il pittore Andrej Brumen Čop cattura e ritrae nelle sue opere questi momenti spesso non riconosciuti o trascurati che ha visto e se ne ricorda, ma nel farlo usa un'altra tecnica: la pittura, l'acquerello, il disegno o la grafica. Anche le sue opere hanno questo potere di coesistere con l'osservatore e creare in lui sentimenti, ricordi e associazioni.
Con la loro sensibilità, i due artisti registrano tali attimi particolari e i momenti di una natura sensibile e mutevole, che ogni istante è diversa e irripetibile. I due artisti trovano i motivi di bellezza assoluta della natura nei loro dintorni, nei luoghi che visitano, nei viaggi, sul lavoro e nella vita quotidiana, sia nel mondo vegetale, tra gli insetti, nella natura inanimata, per esempio muri e recinti, negli oggetti personali, nell'acqua, nei fenomeni atmosferici e nelle stagioni. Indipendentemente dal fatto se questa bellezza sia per l'uomo piacevole o spiacevole, questa è la bellezza della fragilità, del cambiamento, della sensibilità e della transitorietà, dell'inizio e della fine e, per l'osservatore medio che va sempre di fretta, spesso anche trascurata e non vissuta.
Anche i materiali usati dai due artisti sono molto sensibili, come il
washi giapponese, la carta di bambù e altri materiali che conoscono bene, e anche la tela. Sebbene i motivi provengano dalla natura e da ciò che ci circonda, possono rappresentare per noi lo specchio e allo stesso tempo il simbolo della sensibilità, del cambiamento e della transitorietà umana. In loro compagnia rallentiamo il proprio ritmo, osserviamo, vediamo e pensiamo, forse anche cambiamo. In questo modo, la fragilità della natura si riflette anche nella fragilità dell'uomo e dell'esistenza in generale.
Nel maggio 2018, all'Accademia di Belle Arti di Roma, i due artisti hanno esposto assieme per la prima volta.

Karmen Čorak (1959, Murska Sobota) ha studiato alla Facoltà di Arti Grafiche di Zagabria e contemporaneamente anche restauro di opere d'arte su carta a Roma, in Austria e in Giappone. Dal 2001 al 2018 è stata responsabile di restauro e conservazione della collezione di grafiche e fotografie della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e oggi svolge lo stesso lavoro alle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Con la fotografia, per la quale ha ricevuto diversi premi internazionali, ha iniziato a esprimersi molto presto. Da molti anni espone in Italia e all'estero. È rappresenta da galleria In) (between di Parigi. Vive e lavora a Venezia.

Andrej Brumen Čop (1967, Maribor) nel 1995 ha completato gli studi e la specializzazione in pittura all'Accademia di Belle Arti e Design di Lubiana con la professoressa Metka Krašovec. Nel biennio 2001-2002 è stato redattore capo della rivista Likovna beseda. Per il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti in patria e all'estero, nel 2005 è stato nominato per il premio della fondazione Prešeren. Vive e lavora a Lubiana, dove insegna disegno e pittura presso la Facoltà di Pedagogia dell'Università di Lubiana e dirige la Galleria UL PEF.

La mostra potrà essere visitata a ingresso libero fino a domenica 10 febbraio 2019 con il seguente orario: da martedì a venerdì dalle 17 alle 19, sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, domenica e festivi dalle 10 alle 12, lunedì chiuso.
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