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AMBROSIA

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Mercoledì 31 ottobre
alle ore 18, negli spazi espositivi del Museo d’Arte Moderna "Ugo Carà" di Muggia, si inaugura la mostra "Ambrosia", collettiva dei fotografi Guido Cecere, Maurizio Melozzi, Vera Mercer, Roberto Pastrovicchio, Fabio Rinaldi e Donatella Tandelli, organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia e dal Photo-Imago e curata da Adriano Perini, all'interno del progetto PRACC-Progetto Arte Contemporanea Carà 


Mercoledì 31 ottobre 2018, alle ore 18, verrà inaugurata presso gli spazi espositivi del Museo d’Arte Moderna di Muggia “UGO CARÀ”, sito in via Roma 9, la mostra fotografica di Guido CECERE – Maurizio MELOZZI - Vera MERCER – Roberto PASTROVICCHIO – Fabio RINALDI – Donatella TANDELLI, intitolata "AMBROSIA".
La mostra è organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia e da PHOTO-IMAGO, Centro per l’Archiviazione e la Divulgazione dell’Immagine Fotografica e sarà presentata da Cristina Bonadei. La manifestazione si inserisce nel programma PRACC (Progetto Arte Contemporanea Museo Carà) che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia ha varato già nel 2007 assieme alle associazioni culturali PHOTO-IMAGO, Gruppo78 e Juliet. PHOTO-IMAGO è particolarmente orgogliosa di presentare questa mostra a Muggia in occasione del suo trentacinquesimo anno di attività. La mostra è curata da Adriano Perini.

Nella mitologia greca l'ambrosia  è menzionata come cibo, o talvolta bevanda, degli dèi. La parola deriva dal greco a- (detto alfa privativo, che indica negazione) e (μ)βρότος (m)brotos «mortale», ovvero cibo, bevanda che rende immortali o che solo gli immortali possono consumare. Inoltre etimologicamente, la parola è legata e riconducibile al sanscrito Amrita. (Fonte wikipedia)
Il tema della mostra viene quindi svelato dal titolo, un argomento, il cibo, che ha generato un inusuale successo in questo periodo storico e che PHOTO-IMAGO intende affrontare visivamente in occasione delle varie iniziative che solitamente vengono proposte a Muggia durante la festa di San Martino l’11 novembre. La mostra è inserita nel calendario delle sopraindicate iniziative. Gli autori invitati sono stati selezionati per la loro originalità nella rappresentazione del cibo.

Guido Cecere – Pordenone
Già professore all’Accademia delle Belle Arti di Venezia, ora docente presso ISIA Industrial Design di Pordenone, fa parte del comitato scientifico del museo Alinari di Firenze e promuove attività culturali legate alla fotografia delle quali cura anche l’aspetto critico. Come fotografo ha pubblicato 15 libri e oltre sessanta calendari e le sue realizzazioni editoriali sono state premiate a livello europeo.

Maurizio Melozzi – Trieste
Lavora nel campo della moda ed Il suo interesse principale è il ritratto. Ha lavorato per importanti campagne pubblicitarie sia in Italia che all’estero, firmando importanti reportage di eventi sociali del Jet set della moda. Nel gennaio del 2004 è partito con una mostra personale dal titolo “The Habana People” sponsorizzata dalla Fondazione Emergency come contributo al popolo Tsounamy. Predilige il bianco e nero dal forte contrasto per arrivare a comunicare l’essenziale attraverso l’immagine. Sue immagini e campagne sono apparse su; GQ, GLAMOUR,  MARIE CLAIRE, PANORAMA , AMICA, VELVET, JACKIE, COSMOPOLITAN , SIN ELITE, FLAIR , ELLE , VOGUE (RUSSIA), L’0FFICIEL (RUSSIA), IN STYLE (RUSSIA), HARPER’S BAAZAR.

Vera Mercer – Omaha (Nebraska USA)
Dopo aver sposato Daniel Spoerri, poliedrico artista svizzero creatore della Eat Art, Vera Mercer ha aderito, negli anni Sessanta, alle avanguardie artistiche cogliendo, di volta in volta, l’espressione migliore di alcuni personaggi dell’ambiente parigino come Marcel Duchamp, Robert Filliou, Niki de Saint-Phalle, Marcel Duchamp, Beckett, Ionesco,  Jean Tinguely oltre allo stesso Spoerri. Fu nel contesto del vecchio mercato coperto di Parigi, Les Halles, che l’autrice sviluppò il proprio interesse per un tema a lei molto caro: il prodotto alimentare animale o vegetale, carne e pesce, frutta e verdura, in vendita sopra le bancarelle e posizionato in bella mostra alla maniera delle nature morte seicentesche di artisti del calibro del Caravaggio o dei fiamminghi.

Roberto Pastrovicchio – Trieste
Nasce a Trieste nel 1975, dove vive e lavora. E’ fotografo pubblicitario e specialista nel campo dello still life. Essenziale e minimalista, ricerca da sempre il suo “silenzio estetico”. Dopo un percorso di studi universitari in Geologia, si rende conto che scoprire il mondo che lo circonda attraverso la ricerca e l'esplorazione non è più sufficiente per lui. Sente infatti il bisogno di creare in prima persona ricordando le sue esperienze fatte nel disegno e nella pittura sotto la guida del prof. Giorgio Cisco e riconosce nella fotografia il suo mezzo privilegiato di espressione. Inizia quindi a lavorare come fotografo di scena per importanti teatri della sua regione, ma molto presto la curiosità e l’innata spinta alla sperimentazione lo portano a ricercare nuove strade per esprimere la sua creatività e a specializzarsi nella fotografia pubblicitaria, di still life e di paesaggio.

Fabio Rinaldi – Trieste
Fotografo ritrattista, attivo anche nel settore della diffusione della fotografia avendo organizzato centinaia di eventi espositivi, ne ha curato di molti anche l’aspetto critico. Ha al suo attivo oltre 70 mostre personali. Di questo lavoro, presentato in questa occasione, dice: “Nutrirsi di quel che si produce è un grande privilegio. Mi ritengo fortunato a possedere un orto e quel che sto imparando nella mia veste da contadino è che la terra merita rispetto; i suoi prodotti, se coltivati in modo naturale, non sono più dei semplici ortaggi, ma una vera e propria medicina preventiva. Vestendo nuovamente i panni del fotografo voglio rendere loro omaggio esaltandone la semplice bellezza.”

Donatella Tandelli – Genova
Nel 97 segue corso di fotografia al circolo fotografico triestino, dal 99 al 2006 collabora come fotografa da foto Panzini Trieste. Poi si trasferisce in liguria, dove collabora qua e là ma senza continuità. Ama molti generi, ha una passione sfrenata per la partecipazione ai concorsi fiaf e non, portando a casa anche numerosi risultati, sopratutto quand'era giovane! Socia del circolo fotografico fincatieri, Trieste. Espone in diverse collettive, fra cui Serravezza fotografia, e propone alcune personali. Non prende troppo sul serio le biografie. ARTE CUL-IN-ARIA, come dice il titolo stesso è una visione ironica del cibo, delle associazioni psicologico-visive che può provocare pensando a certi alimenti. La tecnica utilizzata è il light painting.

La mostra, che si avvale dell’adesione della Casa dell’Arte di Trieste, sarà visitabile sino a domenica 25 novembre 2018 con il seguente orario: da martedì a venerdì dalle 17.00 alle 19.00, sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00, domenica e festivi dalle 10.00 alle 12.00. Ingresso libero.
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