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VOLUNTAD DE VIDA

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Venerdì 7 settembre
alle ore 18.30, negli spazi espositivi del Museo d’Arte Moderna "Ugo Carà" di Muggia, si inaugura la mostra "Voluntad de Vida", personale dell'artista cilena Marisa Cornejo, organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia e dal Gruppo78 e curata da Maria Campitelli, all'interno del progetto PRACC-Progetto Arte Contemporanea Carà 


Marisa Cornejo è un’artista singolare che affida la sua arte al racconto dei sogni. La mostra è costituita da una serie di evocazioni oniriche appartenenti al lavoro svolto negli ultimi sette anni con la coscienza di una femminilità emancipata da ogni forma di subordinazione, con l’aspirazione costante ad una libertà rivelata nell’umiltà dei piccoli gesti quotidiani. L’artista parla di “femminismo decoloniale”.
Bisogna chiarire due cose: 1) la capacità di Marisa Cornejo di ricordare e ricostruire i sogni; 2) la vita vissuta dall’artista, “migrante forzata” dall’età di due anni, quando con la famiglia è fuggita dal Cile di Pinochet dov’è nata nel 1971.
Circa la capacità di ricordare i sogni segue una tecnica di ascolto di se stessi, rintracciata in un libro di Alejandro Jadrovski trovato durante il suo più lungo soggiorno in Messico, dove ha studiato diplomandosi in arti visuali all’università Unam. In Messico ha ritrovato anche la propria identità potendo parlare la lingua madre, dopo aver parlato per anni per lo più in inglese o nelle lingue degli altri innumerevoli paesi dove ha soggiornato da esiliata. E in questi dati è già raccontata, in parte, la sua vita traumatica che certo l’ha condizionata.
I suoi disegni parlano delle sue esperienze di donna in perpetua migrazione “forzata” per sottrarsi alle dittature del continente sud americano. I sogni sono spesso premonitori, avvertimenti di pericoli. Dice che il sogno permette di familiarizzare con l’ignoto. I disegni sono un ponte tra la sua voce interiore, il suo inconscio espresso nell’illustrazione del sogno e il pubblico, quando vengono esposti in una mostra. I disegni hanno la freschezza e il tocco dei lavori naiv, immersi in una dimensione surreale, alogica e atemporale. Sono immagini forti, misteriose e rivelatrici al tempo stesso, permeate a volte da una sorta di sacralità. S’intrecciano spesso a una fitta scrittura che completa il racconto con un diverso linguaggio che bene si accorpa a quello visivo, integrandolo.
I disegni sono stati raccolti anche in un libro dal titolo estremamente incisivo e onnicomprensivo: “I Am”/inventaire de reves”. Come dire, quasi in modo cartesiano, esisto in quanto faccio questi disegni.  Oppure questi disegni sono la mia vita.
Marisa Cornejo afferma di avere qualità artistiche (rinnegando nella veste naiv il bagaglio accademico) e allo stesso tempo sciamaniche, in quanto i disegni sono la traduzione visiva di un mondo occulto, della propria voce interiore.
Indubbiamente tutto il suo lavoro è un’affermazione femminista che lotta per sopravvivere nel capitalismo patriarcale. Le è pertinente l’affermazione “personale è politico,”. E aggiunge : “ogni volta che una persona sceglie la volontà di vita questa scelta implica raggiungere la verità e la giustizia per abbracciare poeticamente l’ignoto”.

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