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Boris Pahor - Lojze Spacal articolo

Boris Pahor - Lojze Spacal
Paesaggi nel Novecento

OMAGGIO A DUE GRANDI PERSONALITA’ ARTISTICHE

DEL NOVECENTO DI CONFINE

 

PahorSpacalWebUN PROGETTO CHE UNISCE ITALIA E SLOVENIA, CON IL LINGUAGGIO DELL’ARTE E QUELLO DELLA PAROLA: DAL 24 NOVEMBRE, PERCORSI ESPOSITIVI A MUGGIA-TRIESTE E CAPODISTRIA. IN MOSTRA EDIZIONI ORIGINALI DELLE OPERE DI BORIS PAHOR ILLUSTRATE DA LOJZE SPACAL.                                                  AL DEBUTTO IN PRIMA ASSOLUTA LA MISE EN ESPACE … IL MIO INDIRIZZO TRIESTINO…“ TRATTA DALL’OPERA DI BORIS PAHOR, ALLESTITA DAL REGISTA GIORGIO PRESSBURGER CON SCENOGRAFIE DI LOJZE SPACAL UNO SPETTACOLO PROPOSTO IN ITALIANO E SLOVENO, CON DIALOGHI CHE SI INTRECCIANO NELLE DUE LINGUE. 

Programma italiano

Programma sloveno

TRIESTE – “Boris Pahor – Lojze Spacal. Paesaggi nel Novecento”: è questo il tema del progetto espositivo e di spettacolo che si intreccerà, a partire da mercoledì 24 novembre, fra Italia e Slovenia, fra il linguaggio dell’arte e quello della parola –nei Comuni di Muggia (Trieste) e di Capodistria, in Slovenia. Un omaggio che vuole puntare i riflettori su due grandi artisti della comunità slovena, Boris Pahor e Lojze Spacal, entrambi triestini di nascita, con trascorsi personali anche a Capodistria e Pirano, legati da comuni esperienze di vita ma anche dal comune impegno ad affermare, attraverso la propria produzione artistica, i valori della pacifica convivenza. Sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, promosso e organizzato dal Comune di Muggia e dal Comune Città di Capodistria, su ideazione e coordinamento di Barbara Negrisin, il progetto Boris Pahor - Lojze Spacal. Paesaggi nel Novecento” si articolerà in eventi di spettacolo e percorsi espositivi allestiti proprio nei Comuni di Muggia e Capodistria: con l’obiettivo solo di un incontro-confronto dell’opera di Pahor e di Spacal, sullo sfondo della Storia e delle vicissitudini personali di queste due notevolissime personalità, umani e artistiche. Da questo sguardo sul contributo della comunità slovena in Italia alla pittura ed alla letteratura del Novecento ancora più evidente e fecondo emergerà l’apporto di una regione di confine, il Friuli Venezia Giulia appunto, all’evoluzione artistica e intellettuale nel contesto europeo. Gli eventi proposti e in special modo la mostra, il cui percorso espositivo si articola sui due centri costieri, da un lato rappresentano l’inizio di un lavoro comune tra Muggia e Capodistria volto alla valorizzazione della produzione artistica delle terre di confine dall’altro si pongono quali momenti di incontro e scambio culturale tra popolazioni appartenenti a comunità nazionali diverse che vengono per la prima volta intese come un unico pubblico. A sancire in forma stabile la volontà di dare massima diffusione alle proposte culturali del territorio la realizzazione di link tra i siti web dei due comuni.. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Associazione degli Sloveni del Comune di Muggia Kiljan Ferluga presieduta da Mirna Viola, e con il contributo della Banca di Credito Cooperativo del Carso.

 

LA MOSTRA

Dal 24 novembre e fino al 31 gennaio 2011, a Muggia e Capodistria sarà visitabile la mostra Boris Pahor - Lojze Spacal. Paesaggi nel Novecento”, a cura di Franco Vecchiet con il contributo di Martin Spacal. Un progetto dislocato fra la Sala d’arte “Giuseppe Negrisin di Muggia – Museo d’arte Ugo Carà di Muggia e la Galleria Loggia di Capodistria. La prima vernice è in programma a Muggia mercoledì 24 novembre, ore 18.30; seconda inaugurazione a Capodistria giovedì 2 dicembre, ore 18.30. Due sedi, dunque, sul territorio italo-sloveno, per restituire il dialogo intessuto nel tempo dai due Maestri: costruendo un percorso tra i paesaggi della memoria, del ricordo, della speranza dei due artisti, e lo spazio fisico nel quale esso si snoda: l’immagine di come la cultura e l’arte possano abbattere ogni barriera. Attraverso la pittura di Spacal e una selezione di testi tratti dall’opera di Pahor verranno indagati luoghi, travagli, desideri vissuti dagli autori. Grazie all’apporto della Biblioteca Nazionale Slovena degli Studi e della Osrednja knjižnica Srečka Vilharja di Capodistria verranno esposti preziosi volumi che mostrano la collaborazione esistita tra i due autori, nonché edizioni originali delle opere di Boris Pahor illustrate da Lojze Spacal. L’allestimento è firmato da Obalne Galerije Piran. Il comitato scientifico della mostra è composto da Franco Vecchiet, Martin Spacal, Toni Biloslav, Tatjana Rojc, Barbara Negrisin.

In particolare, nel Museo Carà saranno esposti alcuni lavori fondamentali del primo periodo dell’artista. Si tratta di quadri ad olio del “realismo magico”, dell’impegno sociale e del paesaggio nell’immediato dopoguerra. Tra le opere in mostra si segnalano “Ferriera”, “Ostaggi” e “Cimitero partigiano”. Il grande arazzo “Città costiera” si inserisce in maniera pertinente nella pregevole architettura del museo. In questa sede sono esposte anche le varie edizioni dei romanzi di Boris Pahor illustrati da Spacal, come “Moj trzaski naslov” (“Il mio indirizzo triestino”), “Mesto v zalivu” (La città sul golfo) e “Kres v pristanu”. La mostra al Museo Carà si conclude con alcuni disegni inediti degli anni 50 e 60 e quelli che sono stati inseriti nelle varie edizioni dei libri di Pahor. La mostra nella sala Negrisin di Muggia è invece incentrata sulla produzione grafica di Spacal con la quale l’artista ha ottenuto grandi consensi e consolidato la sua notorietà internazionale. Anche qui si tratta di opere realizzate dagli anni Quaranta agli anni Settanta, incisioni su legno dai temi del periodo più vicini all’artista: “Case carsiche”, “La mia cella”, “Porta del crematorio”. Conclude la mostra il grande pannello colorato “Il borgo di pescatori”, realizzato per la motonave Raffaello. Nella grande Galleria Loggia di Capodistria la mostra include dipinti ad olio di carattere sociale ma anche paesaggistico e di interni, come ”Forno crematorio”, “Campo di concentramento”, “Case carsiche” e “Venditori di castagne”. La sala attigua e più piccola è dedicata alla grafica, con intense intonazioni di carattere lirico (“Muri carsici”, “Motivo istriano”) e sociale (“Primo maggio”).

Come sottolinea il curatore, Franco Vecchiet, «I percorsi di Spacal e Pahor presentano alcuni tratti comuni: nati e cresciuti a Trieste, sloveni, hanno conosciuto le persecuzioni e il carcere. Per il rigore del loro atteggiamento morale, Spacal è stato inviato al confino e Pahor ha conosciuto la prigionia nei campi di concentramento in Germania. La mostra vuole mettere in evidenza sopratutto le opere dell’artista dalla fine della guerra agli anni Settanta, che è il periodo di più intensa collaborazione con lo scrittore. Il particolare approccio al percorso espositivo induce così a una serie di riflessioni sull’epoca, e apre orizzonti inattesi sul lavoro dell’artista. Spacal e Pahor sono due protagonisti di spicco nel panorama della cultura e dell’arte a Trieste ma anche in Europa. Lojze Spacal, ha ottenuto durante sua lunga carriera premi prestigiosi, come il Premio Preseren a Lubiana e quello alla Biennale di Venezia. E’ sicuramente un punto di riferimento centrale per la grafica d’arte, della quale è stato innovatore, specialmente con i suoi lavori xilografici realizzati con approcci assolutamente personali e innovativi».

 

LO SPETTACOLO  “… IL MIO INDIRIZZO TRIESTINO …”

Di altissima intensità si preannuncia la produzione teatrale … Il mio indirizzo triestino … che verrà allestita dall’opera di Boris Pahor: una selezione di testi curata da Tatjana Rojc per restituire la poetica dell’autore di Necropoli in forma di lettura scenica, su regia di Giorgio Pressburger, con scenografie tratte dall’opera di Spacal. L’allestimento, realizzato in coproduzione dal Comune di Muggia con il Teatro Stabile Sloveno di Trieste, debutterà mercoledì 24 alle 20.30, al Teatro Giuseppe Verdi di Muggia. Lo spettacolo vuole conservare la musicalità della lingua madre dello scrittore e prevede momenti recitativi sia in lingua italiana che in lingua slovena. In scena gli attori Lara Komar e Janko Petrovec, video proiezioni di Neva Gasparo e Antonio Giacomin, musiche di Marij Kogoj trascritte per Quartetto d’archi da Aldo Danieli, eseguite dal Quartetto d’archi Nuova Musica.

Spiega la curatrice Tatjana Rojc che «la scelta di brani dal titolo "Moj tržaški naslov-Il mio indirizzo triestino" prende il nome dall'omonima silloge di novelle, il primo libro di Pahor, uscito nel 1948 con il frontespizio di Lojze Spacal. I brani, in sloveno e in traduzione italiana, sono tratti da “Parnik trobi nji -Qui è proibito parlare”, da “Grmada v pristanu - Il rogo nel porto”, dall'antologia pahoriana “Zalivi”, uscita in occasione della nomina di Lubiana Capitale mondiale del libro in aprile del 2010, e da “Piazza Oberdan”. Al centro della mise en espace, dunque, sono proprio le città di Trieste, cronotopo della produzione pahoriana con il suo entroterra, e di Capodistria. Il punto di riferimento o d'incontro è rappresentato dall'amicizia tra Pahor e Spacal: fondamentale in questa prospettiva è il testo tratto da una novella in cui viene descritta l'infanzia alla periferia di Trieste durante gli anni della Grande guerra. Nei brani tratti dalla prima silloge, “Moj trzaski naslov”, l'esperienza del sopravissuto non è ancora elaborata in senso letterario come nei lavori successivi di Pahor Il ritorno alla vita viene documentato attraverso l'incontro/scontro con la quotidianità». Il potere catartico della parola e, soprattutto, la forza salvifica che Pahor attribuisce alla figura femminile, definiscono e concludono idealmente il recital con alcuni brani tratti dalla novella “Dihanje morja” (Il respiro del mare), ancora inedita in italiano: un passo che narra l'incontro con una giovane donna che ha provato anche il carcere, da perseguitata, ma eppure conserva la capacità di ridere, amare e donarsi agli altri.   Tatjana Rojc ha firmato recentemente la postfazione dell'antologia pahoriana “Zalivi”, uscita in aprile a Lubiana.  Studiosa dell'opera pahoriana ante litteram, ha pubblicato diversi saggio e tenuto varie conferenze intorno all’autore. Ha inoltre firmato, nel 2009, la postfazione anche alla monumentale uscita del cofanetto con le opere scelte di Pahor per il maggiore editore sloveno, la Cankarjeva zalozba/Mladinska knjiga.

Scheda tecnica 

INFO: Servizio cultura e promozione della Città – Comune di Muggia, tel 040/3360340/343/341


Inaugurazione a Muggia mercoledì 24 novembre

 

Inaugurazione a Capodistria giovedì 2 dicembre

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