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INNESTI

Innesti_Raffaella_Busdon
Venerdì 28 agosto alle ore 19 presso il Museo d'Arte Moderna "Ugo Carà", inaugurazione della mostra INNESTI, personale di Raffaella Busdon a cura di Maria Campitelli


Venerdì 28 agosto 2015 alle ore 19 s’inaugura al Museo d’Arte Moderna "Ugo Carà" di Muggia INNESTI, mostra personale della pittrice triestina Raffaella Busdon. L'esposizione, organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia e curata da Maria Campitelli, presidente del Gruppo78, propone una trentina di lavori recenti dell'artista, fra opere pittoriche e installazioni site specific, che confermano la rigorosa ricerca pittorica della Busdon tutto tesa alla sperimentazione di nuove tecniche e materiali.
In mostra, nello specifico, una decina di opere di grande dimensione del ciclo "Innesti", olio su policarbonato e collage, la serie "Tabernacoli", olio su tavola, i "Templi", olio su foto, e 2 installazioni pensate per il Museo Carà: un'installazione pittorica, gli "Omuncoli", realizzati a olio e acrilico su policarbonato, e la suggestiva installazione di una trentina di piccoli tarbenacoli realizzati con materiali di recupero.

Sui lavori della Busdon presenti al Museo Carà, il critico Maria Campitelli sottolinea che: "La pittura densa, corposa di Raffaella Busdon è una ricerca costante. In lei maturano insieme il pensiero - la formulazione di interrogativi, la spinta a trovare risposte e motivazioni a quel nodo complesso che è la vita - e le modalità espressive che intendono visualizzare questo impulso interiore. Contenuti e linguaggio, dentro e fuori, vanno di pari passo. Questa volta si tratta di "INNESTI", col complemento in profondità di "sconfinato abisso" ed "eterna primavera".
E di innesti veramente si tratta, immettendo nei giovani corpi classicamente concepiti, immaginari estranei: fiori, esplosioni, portaerei... che imprimono una sorta di marchio di riconoscimento, indicano un filone, un orientamento da coltivare che diventerà scelta di vita. Sono le primavere che si affacciano sul percorso esistenziale tutto da compiere. E ci sono,  per contrasto, i corpi primigeni, gli ominidi oscuri con il vuoto al centro, colmato da un tabernacolo, sinonimo di luce. La luce che illumina le menti, fa individuare i percorsi, fa crescere ed è determinante nel lavoro di Raffaella Busdon. I tabernacoli si accumulano in installazioni, coacervi di luce, accentuando la sacralità dell'operazione artistica che diventa rito.
L'innovazione del concetto - gli innesti - fa cambiare la tecnica. La texture pittorica introdotta nei corpi assume le sembianze della fotografia perché dipinta su un foglio di policarbonato che la rende lucida e trasparente.
Giovani dunque con il destino impresso nel corpo e ominidi terragni in divenire che salgono dagli abissi per aprirsi alla luce. Il tutto in una dimensione sacrale che riconduce alla terra da cui proveniamo, luogo della coltivazione, e quindi della "cultura" in senso onnicomprensivo. Gli innesti, le connessioni di etimi e di concetti,  nello stretto legame tra idea e sua concreta realizzazione, costituiscono il tessuto della "cultura"."


La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile sino a domenica 20 settembre con il seguente orario: da martedì a venerdì dalle 18 alle 20, sabato dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 20, domenica e festivi dalle 10 alle 12.

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