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GUIDO ANTONI e GINO BORIN

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Sabato 24 gennaio alle ore 17 presso la Sala Comunale d'Arte "Giuseppe Negrisin", inaugurazione della mostra Guido Antoni e Gino Borin, organizzata dall'associazione Fameia Muiesana 


GUIDO ANTONI (Trieste 1919-Muggia 2007) dopo aver conseguito la maturità artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia condivise lo studio con il pittore Federico Righi con il quale ebbe rapporti di collaborazione e di amicizia. E’ stato presente in centinaia di rassegne nazionali ed internazionali di pittura. Sue opere sono al Museo Revoltella di Trieste, nei Musei d’Arte Moderna di Madrid, Stoccolma, Parigi, New York. Ha realizzato il fonte battesimale nel Duomo di Cetona in Provincia di Siena e alcune tavole pittoriche per il Duomo di Muggia. Si è dedicato alla grafica d’arte e all’illustrazione editoriale per libri e periodici, realizzando numerosi manifesti per eventi culturali. La pittura di Guido Antoni è andata evolvendosi lungo un percorso di grande coerenza che, nel confermare la validità delle intuizioni iniziali, gli ha consentito di affinare un linguaggio di alto valore tecnico e ricco di mezzi espressivi. Come notava il critico Salvatore Maugeri, il mondo poetico dell’artista è rimasto il medesimo nella sostanza ma ha subito nel decenni un costante processo di sviluppo e di approfondimento. Il suo linguaggio risulta personale ed autonomo non solo nel contesto della pittura regionale ma anche di quella italiana, attento alle indicazioni ed ai fermenti delle correnti innovative. Se nel suo operare è possibile scorgere le tracce della action painting, dell’informale, del naturalismo astratto, dello spazialismo è altrettanto riscontrabile l’autenticità della proposta che non esita ad inventare liberamente il proprio percorso. Colpisce la sapienza con la quale è trattato il colore e la capacità di usare simboli per un discorso, che è allo stesso tempo frutto di pensiero ma anche di fresca comunicazione poetica. Il Comune di Muggia ha allestito con ampio catalogo una sua mostra antologica poco prima della sua morte e la Camera di Commercio di Trieste ha proposto una rassegna postuma di sue opere nel 2007. (Claudio H. Martelli, Dizionario degli artisti di Trieste, dell’Isontino, dell’Istria e della Dalmazia, Hammerle Editori in Trieste, IV edizione 2009).

GINO BORIN nasce a Colonia Veneta/VR nel 1927. La zia paterna, sposata con un finanziere e residente a Trieste, intuisce che il nipote non è portato per il lavoro agricolo e lo prende con sé. E’ il 1942, sono anni di guerra e la Ferriera di Servola, allora ILVA, ha bisogno di manodopera: Gino Borin trova qui un impiego sicuro ma certamente non meno gravoso di quello dei campi, dal quale si accommiata dopo 40 anni come tornitore. Nel 1955 conosce Luciana Stradi originaria di Capodistria, che sposa nel 1957 e dalla quale ha due figli: Fulvio e Flavio. Nel settembre 1970 si trasferisce a Muggia, dove trova alloggio in via Riostorto. Sin da giovanissimo lo accompagna una innata passione per il disegno, che sviluppa negli anni visitando mostre e frequentando i corsi serali di figura al Museo “P. Revoltella” sotto la guida dei M.i Edgardo Sambo e Nino Perizzi. Egli rammentava spesso come per saper dipingere bisogna saper disegnare! Dai primi anni di stretta osservanza figurativa, egli si porta piano, piano a una sempre più spiccata indeterminazione dei contorni fino ad arrivare a un velato astrattismo, dominato dai colpi di colore, decisi ma mai violenti. Vasta la sua produzione di tele a soggetto floreale, nature morte, panorami, scorci di paesi e armonici nudi. Si cimenta anche con l’incisione e mi viene in mente la sua proposta della facciata della basilica di Muggia Vecchia, lo scorcio del mandracchio, visto attraverso l’antica porta urbica, il volto sofferente di Cristo e l’interno di una fonderia con in primo piano una lingottiera. Dai tantissimi ritagli di giornale, purtroppo senza data, intuisco la sua grande attività, da cui trapela l’immensa passione per l’arte. Solo occasionalmente, spesso stimolato da particolari ricorrenze, si dedica alla scultura, che sarebbe stata la sua vocazione naturale ma forse troppo legata al quotidiano lavoro negli altiforni, si da rifiutarla o per lo meno non prenderla in seria considerazione. Mentre la pittura lo faceva sognare portandolo lontano dalla realtà, in quelle dimensioni dove si sentiva realizzato. Ci ha lasciati il 30 ottobre 2010. 
Franco Stener

dal 24 gennaio al 15 febbraio 2015
GUIDO ANTONI e GINO BORIN
Sala Comunale d'Arte Giuseppe Negrisin, piazza Marconi, 1
orario: da lunedì a sabato 10-12 e 17-19
domenica e festivi 10-12
ingresso libero

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