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DIFFERENTI PROSPETTIVE

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Venerdì 26 settembre alle ore 18.30 presso la Sala Comunale d'Arte "Giuseppe Negrisin", inaugurazione della mostra DIFFERENTI PROSPETTIVE, personale del pittore muggesano Dario Peracca

 

Venerdì 26 settembre alle ore 18.30, inaugura, presso la Sala Comunale d'Arte "Giuseppe Negrisin" di piazza Marconi 1 a Muggia, "DIFFERENTI PROSPEETIVE", personale del pittore muggesano Dario Peracca introdotta da un intervento critico di Piero Delbello. La mostra, che presenta una ventina di quadri di medio-grande formato, vuole essere un omaggio alle donne triestine, colte nella loro quotidianità - o immaginate - dal '900 ad oggi. Diversi stili di vita, diverse aspirazioni, diverse prospettive appunto, offrono all’ artista l’occasione per fissarle sulla tela in maniera realistica, lasciando però una parte non piccola alla fantasia, all’incertezza, all’ambiguità.

"Trieste è una città di differenti  prospettive, non solo architettoniche. La Trieste ottocentesca, asburgica, è profondamente diversa da quella realizzata durante il Ventennio e nel dopoguerra .
Prospettiva non vuol solo dire un disegno che cerca di rappresentare la realtà tridimensionale su di un foglio o una tela, ma anche un'idea, un orientamento, una speranza. Si può dire che Trieste nel tempo ha avuto, con tutte le immigrazioni e le integrazioni che si sono succedute, molte e diverse prospettive, di vita, di lavoro, di un futuro migliore.
Possiamo immaginare che dopo due guerre, un dopoguerra tormentato e passate le ubriacature ideologiche , caduti tutti i muri e aperte le frontiere, che le prospettive siano cambiate? E le donne triestine come sono oggi?
L’iconografia ce le descrive da sempre come belle, alte, sportive, istruite e più emancipate e generose delle altre donne italiane. Sono ancora così?
Di sicuro hanno una prospettiva di vita più lunga e basta andare sui bus, ad un concerto, ad una conferenza, o in giro per strada per vedere molte più donne, di ogni età, che uomini. Stanno benissimo tra di loro, curano sia, e gli stili di vita, e “le differenti prospettive” si vedono nel modo di vestire, di atteggiarsi e gestire il proprio tempo libero.
A tutte, con rispetto ed ammirazione, dedico questa personale."

Dario Peracca

"L’apparenza dell’indiscrezione trascina sé stessa da un angolo all’altro della nostra città, questa Trieste che pare mondo: pare tutto. È, però, solo apparenza, l’indiscrezione .
Che Peracca coglie l’attimo, all’improvviso come un pensiero. Poi, con  molta calma e, a  volte, ossessiva cura, ne traccia i contorni, ne delinea i tratti e le fisionomie, ne adagia i colori. Così l’attimo rubato si perpetua nella sua mente e nelle mani a renderlo artefice di immagine vista e di pensiero immaginato. Nasce il quadro: dal segno al colore. E non è mai parto rapido. È impulso ragionato.
Una vena da disegnatore, tanto che - o almeno così a me pare - qualcuno dei suoi quadri sembra una tavola, se non da fumetto, da copertina da fumetto. Attimi colti, poi meditati: la vita che vedi ogni giorno ma mai qualunque e mai indistinta. Piuttosto è il particolare che fa sì che quel quotidiano diventi diverso e, nel quadro, perpetui sé e il suo messaggio allo spettatore, inconsapevole ladro di momenti altrui. E in tutto ciò il sogno, nel fotogramma dopo – ché li seguiamo, i quadri, come fossimo al cinema – l’attimo da colto diventa immaginato nel vagheggiare con il pensiero libero scorci che non hai visto ma che pensi siano stati così. Un po’ fiaba e un po’ storia. Vera.
Tutto questo è donna: protagonista suo malgrado. O meglio: è la donna l’interprete principale di un film che non sa che è stato girato. Non ha visto cineprese, non ha visto macchine fotografiche, non ha visto tele né colori. E se il nostro autore, regista della sua pittura, avesse detto a quelle donne – sia della strada reale sia del mondo immaginato – che avrebbero recitato per lui, certo si sarebbero atteggiate ma state sicuri, proprio perché donne e proprio perché figlie (o figliastre) della nostra terra, il risultato sarebbe identico.
Avevo visto, di Dario Peracca, intensi scorci marini, ”fari e velieri”, e se quelle scene mi avevano fatto ripensare ad un tributo, un’accondiscendenza a psicologie hopperiane, ora queste sue donne navigano ancor di più in una solitudine affollata che, però, trova il gaio del momento e non si arrende al perdersi nel nulla. Se più il nulla non sia la vita, nella semplice complessità del quotidiano ancora vissuto o solo (o di più) immaginato."

Piero Delbello


dal 26 settembre al 12 ottobre 2014
DIFFERENTI PROSPETTIVE
di Dario Peracca
Sala Comunale d'Arte Giuseppe Negrisin, piazza Marconi, 1
orario: da martedì a venerdì 17-19
sabato 10-12 e 17-19
domenica e festivi 10-12
ingresso libero

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