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Storia

Muggia si apre sul golfo di Trieste con i suoi insediamenti che dalle colline scivolano sino al mare. Testimonianze dei suoi primi insediamenti risalgono all’età del bronzo, circa al 1660 a.C., come lo testimoniano il Castelliere di Elleri, luogo non solo di importanti scavi archeologici ma anche punto di partenza di un percorso turistico-didattico, che con i reperti conservati nel Museo Archeologico del centro storico e le vestigia medievali del parco archeologico di Muggia Vecchia offre un ampio panorama sulle origini della città.
Dopo l’anno Mille, la cittadina si sviluppa a valle soppiantando lentamente i primi insediamenti posti sul colle e della quale rimane la vecchia basilica con i suoi affreschi bizantineggianti.
Donata nel 931 d.C. dai re italici Ugo e Lotario al Patriarca di Aquileia, in un continuo alternarsi di legami d’amicizia miranti a conservare una propria autonomia, la cittadina passò nel 1420 con un atto di dedizione alla Repubblica di Venezia, di cui condivise le sorti sino al 1797. Fortilizio dei possedimenti veneziani in Istria contro la dirimpettaia Trieste legata agli Asburgo.
Le influenze veneziane sono evidenti nel dialetto, nelle tradizioni, nel cibo, nelle case che sorgono nelle strette stradine del centro chiamate “calli”, nei vecchi stemmi sulle facciate degli edifici ma soprattutto nella splendida Piazza Marconi, autentico “campiello” veneziano. Qui, nel cuore della cittadina troviamo il Duomo dedicato ai santi Giovanni e Paolo con la sua facciata dominata dallo splendido rosone con al centro la Vergine con il Bambino.
L’edificio d’impianto romanico, sorto su uno ancora precedente, nella metà del XV secolo venne arricchito con il rivestimento della facciata in pietra creando un prezioso esempio di stile gotico-veneziano. Accanto sorge l’elegante palazzo del Municipio, ricostruito e ampliato dopo l’incendio del 1930, caratterizzato dalla loggia ancora oggi luogo d’incontro e di scambio utilizzato per realizzare conferenze, presentazioni e inaugurazioni delle esposizioni ospitate dall’attigua sala comunale d’arte “Giuseppe Negrisin”che si apre con le sue vetrate tra le sue arcate. Vero fulcro della vita cittadina la piazza d’inverno accoglie migliaia di visitatori per festeggiare l’antica tradizione del Carnevale, evento che segna la vita di gran parte dei muggesani coinvolti nella costruzione dei carri allegorici, ricchi di movimenti ed effetti coreografici, e nella realizzazione dei costumi, spesso molto elaborati e colorati, che con le bande musicali accompagnano la grande sfilata carnevalesca.

Riconoscibile da lontano con la sua torretta che dialoga con il campanile, il Municipio presenta sulla facciata i Leoni di San Marco, gli stemmi delle antiche famiglie nobiliari muggesane e i nomi dei più rappresentativi podestà veneziani.
A pochi passi dalla piazza si trova il Mandracchio, l’antico porto un tempo fortificato, che oggi ospita barche da pesca e da diporto. Da qui si nota il castello trecentesco che sovrasta Muggia. Edificato tra il 1375 e il 1399 per volere dal Patriarca Marquado al fine di controllare i turbolenti muggesani, proprietà privata ospita comunque varie manifestazioni culturali legate alla città.
Nel centro le case a pochi piani, tra le quali spiccano la casa Veneta, di calle Oberdan e la casa a Gheffo di via Verdi, si aprono con bifore e balconi su viuzze e piazzette. Tra gli edifici di maggior rilievo si possono ammirare le chiese del Crocefisso, già della Visitazione, fatta erigere da Raffaele di Ser Steno facoltoso cittadino di Muggia tra il 1372 e il 1374 come luogo di culto della Vergine e come tomba famigliare e la chiesa di San Francesco. Quest’ultima, quasi completamente rifatta nel 1411, è un interessante esempio di gotico-francescano e custodisce importanti tele quali la Madonna della cintura, del pittore veneziano Liberti, la Madonna allattante, del XIV secolo e un studiato esempio di Vesperbild o Immagine del Vespro, scultura di devozione raffigurante la Vergine che sorregge il corpo esanime del Figlio, tema molto diffuso a partire dall’area franco-renana nel Trecento e diffusasi poi nelle nostre regioni e a seguire nel resto d’Italia.
I resti della cinta muraria sono visibili a ovest con la porta d’accesso denominata La Portizza sormontata dal leone marciano, a mare con la porta San Rocco mentre verso nord sono visibili la torre Loredan, l’unica rimasta lungo la salita al Castello denominata proprio “alla Torre”, e un lungo tratto di cinta che si sviluppa parallelamente alle vetrate della sala conferenze del museo “Ugo Carà”. Il museo ospita la mostra permanente di questo scultore, grafico e designer muggesano, figura a tutto tondo, che nelle sue opere coniuga raffinatezza della composizione con rigore della tecnica.
Il museo ospita regolarmente mostre d’arte contemporanea con particolare attenzione al design e alle arti applicate.

Salendo per pochi chilometri lungo il crinale a sud-ovest del centro di Muggia si giunge alla basilica romanica di Santa Maria dell’Assunta, antico edificio del Castrum Muglae, rimaneggiato nel corso dei secoli. Da qui lo sguardo spazia sul vasto panorama del golfo e del Vallone di Muggia dove nella Valle delle Noghere e alla foce del torrente Rosandra, che un tempo delimitava il confine del territorio, si estendevano le saline fondamentali per l’economia locale basata sull’agricoltura e la pesca.
L’attività cantieristica ampiamente sviluppatasi nel XX secolo trova oggi nelle marine da diporto, come lo dimostra l’insediamento di Porto San Rocco, il suo naturale proseguo a riconferma del grande legame che da sempre unisce Muggia al mare.

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