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IL MITO DELLA PARENZANA

Ruzzier
Giovedì 25 ottobre alle ore 18.00 presso la Sala Comunale d'Arte "Giuseppe Negrisin", inaugurazione della mostra Il mito della Parenzana, personale di Giulio Ruzzier, una grande mostra che racconta i 110 anni della storica ferrovia che collegava Trieste a Parenzo, attraverso 34 suggestivi quadri e 2 straordinari modellini di treni storici


Giovedì 25 ottobre, alle ore 18.00, inaugura, nella Sala Comunale d'Arte Giuseppe Negrisin, di piazza Marconi 1 a Muggia, Il mito della Parenzana, esposizione di Giulio Ruzzier organizzata dall’Assessorato alla Cultura e Sport del Comune di Muggia.
Una grande mostra ben documentata che racconta i 110 anni della storica ferrovia che collegava Trieste a Parenzo, attraverso 34 suggestivi quadri e 2 straordinari modellini di treni storici.
La Parenzana è stata la più lunga linea a scartamento ridotto tra quelle costruite dall'Impero austroungarico. Il primo treno partì da Trieste i 1° aprile 1902 per fare i suoi primi 59 km fino a Buie, ed il 15 dicembre dello stesso anno percorse anche gli ultimi 64 km fino Parenzo. Una linea ferroviaria, sebbene piccola, rappresentava a quel tempo un importante mezzo per la commercializzazione delle risorse produttive e agricole del territorio oltre che per il collegamento tra la costa e l'interno del territorio nord-occidentale dell'Istria allora privo di una qualsiasi rete viaria. Dopo essere sopravissuta alla Prima guerra mondiale ed alla caduta dell’Impero austroungarico, continuò ancora per poco a percorrere la straordinaria terra istriana durante il periodo italiano con viaggiatori sempre più rari e merce sempre più insignificante... Così, dopo 33 anni, la Parenzana cessò di viaggiare, sotto la pressione dell’avanzata del traffico stradale, più economico e veloce e fu svenduta all’asta. Si svendette di tutto: dai vagoni alle locomotive, che passarono alle altre ferrovie italiane, ai suoi binari. I resistenti ponti, viadotti, cavalcavia, gallerie e stazioni, insieme a una gran parte del tracciato che attraversava l’Istria, sono comunque rimasti a testimoniare l’esistenza di questa leggendaria ferrovia transfrontaliera quale collegamento modesto ma vitale del territorio multiculturale che percorreva.
In mostra parte dell'amplia collezione di Ruzzier, l'autore infatti continua tutt'ora una severa opera di ricerca e documentazione sul tracciato che oggi è una ciclovia trasfrontaliera molto apprezzata. E proprio la bicicletta è un elemento che entra a far parte dell'esposizione in modo sinergico e simbolico. "La bici è il veicolo che dopo tanti ha sostituito le sbuffanti locomotive che trainavano i vagoni merci e passeggeri. - ha evidenziato Ruzzier - Da questo concetto mi è maturata l'idea di abbinare il treno alla bici. Così ho costruito un trenino composto da pezzi di vecchie bici in disuso, unendo i particolari tramite saldatura elettrica e tondino di ferro, e ho realizzato due locomotive: la U-37 e laP-2 con un vagone passeggeri ed uno merci, con le rispettive rotaie, in scala 1:7".

Giulio Ruzzier è nato a Portorose nel 1940, dove ha frequentato la scuola elementare italiana per poi proseguire per altri quattro anni al Ginnasio di Pirano. Già in quelli anni nutre una grande passione per il disegno di cui apprende le prime nozioni dal Prof. Guido La Pasquala. Purtroppo, per motivi di natura economica, non può frequentare un'Accademia o Scuola d'Arte e si iscrive alla Scuola Apprendisti di Isola ottenendo la qualifica di meccanico, per poi essere occupato al Cantiere Navale di Pirano, in varie aziende e, infine, in proprio, fino al pensionamento. Si iscrive, dunque, al corso di pittura organizzato dalla Comunità Italiana di Pirano iniziando il percorso artistico degli ultimi cinque anni. Normalmente dipinge su tela in acrilico ed i suoi motivi preferiti sono i paesaggi istriani, della sua terra, riproducendo soprattutto immagini del passato, per non dimenticare, per ricordare la storia…
Le sue opere sono state esposte in varie mostre collettive e personali. La prima, nel 2009, ad Isola nella Galleria Krajcar (motivi istriani). Nel 2011, nelle Saline di Sicciole (la Parenzana). Nell'anno in corso, in primavera, all'Auditorio di Portorose (la Parenzana, in versione più ampia), e quest'estate, la stessa mostra, al Museo Etnografico di Buie e in settembre alla Galleria ALGA di Isola.

dal 25 ottobre all'11 novembre 2012
IL MITO DELLA PARENZANA
di Giulio Ruzzier
Sala Comunale d'Arte Giuseppe Negrisin, piazza Marconi, 1
orario: da martedì a venerdì 10.00-12.00 e 17.00-20.00
sabato e domenica 10.00-13.00 e 17.00-20.00
ingresso libero

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