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Castelliere di Elleri

Sulla sommità di Santa Barbara si erge il castelliere di Elleri, così come evocato anche dal nome stesso dell’altura: Monte Castellier. Il castelliere era una struttura difensiva, tipica di tutta l’area carsica, costituita da una cinta di mura a secco posta sulla sommità delle alture, al cui interno trovavano riparo gli uomini e le loro greggi.

Il Castelliere di Elleri fu costruito durante l’epoca preistorica, circa nel 1600 a.C., e fu abitato per 2000 anni, fino cioè all’epoca romana, momento in cui sull’altura sorse anche un’area dedicata ai culti religiosi. Qui è stata ritrovata, infatti, una stele dedicata al Dio Mitra, ora visibile presso il museo, culto di origine orientale particolarmente diffuso tra le truppe romane.

Le molte cinte murarie sovrapposte, e i reperti rinvenuti ci permettono di capire l’eccezionalità di questo sito: esso infatti è uno di quelli più longevi dell’intera area carsica.

Il Castelliere di Elleri, sovrasta da oltre 240 metri sul livello del mare a sud la baia di Muggia e il golfo di Trieste e a nord la valle delle Noghere presentandosi come un’area di particolare interesse non solo archeologico ma anche paesaggistico con i suoi boschetti di querce e roverelle e la presenza di uno stagno d’acqua non perenne che attira ciclicamente la fauna stanziale e migratoria.
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Insediamento umano risalente all’età del bronzo il sito è stato negli ultimi cinquant’anni sede di scavi archeologici che hanno portato all’individuazione di un’articolata zona strutturata in superfici pianeggianti atte ad ospitare capanne e insediamenti che effettivamente si sono susseguiti sino in epoca romana.

Le prime notizie su questo sito risalgono al 1870 e primi scavi, dovuti a Karl Moser, alla fine del XIX secolo.
Grazie allo studio di Carlo Marchesetti, per quarant’anni direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste e importante archeologo, il cui contributo è stato essenziale all’inizio delle indagini sulla preistoria e sulla protostoria della Venezia Giulia e dell’Istria, si ebbe una prima planimetria schematica del sito. Ulteriori contributi furono in seguito apportati dagli studi di Attilio Degrassi, nel 1933 e negli anni tra il 1946 e il 1954 da Benedetto Lonza.
Una prima esposizione del materiale reperito a Elleri fu organizzata nel 1968 a cura di M. Peracca e successivamente nella mostra Caput Adriae nel 1983 presso il Castello di San Giusto a Trieste realizzata in collaborazione con Soprintendenza per i beni ambientali, architettonici, archeologici, artistici e storici del Friuli-Venezia Giulia, l’Università degli studi di Trieste e la Cassa di Risparmio di Trieste.
Negli stessi anni l’intera località di Santa Barbara, dove si trova il Castelliere, venne sistematicamente studiata dalla Franca Maselli Scotti che ha individua, prima nel suo genere, una necropoli con 34 sepolture ad incinerazione databili tra il II e il I millenio che attestano i rapporti tra quest’area e la vicina Slovenia ma anche con l’area balcanica e centro europea. L’area cimiteriale è inquadrabile in una delle fasi attestate nell’ambito del Castelliere.
Nell’area abitativa cinta da fortificazioni, dopo un tentativo di organizzare uno scavo congiunto italo-sloveno in parte arenatosi per difficoltà burocratiche, gli scavi ripresero nel 1985 sempre ad opera della Professoressa Franca Maselli Scotti permettendo di precisare che il Castelliere continua a svolgere una funzione abitativa e non solo sino all’età romana, quanto in loco venne edificato un santuario dedicato al dio Mitra.
Scavi con contributi ministeriali proseguono portano successivamente anche ad affermare da parte della Professoressa Paola Cassola e della Professoressa Emanuela Montagnari Kokelj, la presenza ad Elleri di un’attività legata alla produzione del sale marino con l’uso del fuoco che spiegherebbe la sua prosperità e il suo perdurare per quasi 2000 anni.

Il progetto di valorizzazione vero e proprio del patrimonio di Elleri nasce nel 2000 dalla richiesta della Soprintendenza dei Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia al Comune per provvedere alla gestione del sito e per proseguire le campagne di scavo.
Il Comune impeganto in primis richiede, nel gennaio del 2001, anche l’intervento della Fondazione CRTrieste per garantire continuità e massimo rilievo all’operazione. La Fondazione risponde garantendo un finanziamento per la realizzazione del progetto di valorizzazione del stio archeologico, che ha comportato anche l’acquisizione di terreni per consentire di realizzare un vero e proprio percorso turistico-didattico rendendo l’area fruibile ad un vasto pubblico.
elleri_06Oggi si giunge all’inaugurazione di questo percorso turistico-didattico del Castelliere di Elleri pensato come naturale arricchimento dell’offerta archeologica presente sul territorio muggesano e costituito oltre che dal Museo Civico Archeologico sito nella casa veneta del centro storico, anche dal Parco Archeologico di Muggia Vecchia, l’antico borgo abitato fino alla fine del 1400 e in seguito abbandonato per l'attuale centro racchiuso dalle mura e dominato dal castello, dove i percorsi attrezzati permettono la visita e la comprensione delle mura di cinta, delle porte urbiche, del Santuario, della trama compositiva delle strutture abitative e dei modi di vita dei suoi abitanti.
Il percorso turistico-didattico di Elleri viene a completare questo quadro archeologico e storico arricchendo ulteriormente l’offerta culturale della città.

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