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CHIAMATEMI ITALO. ITALO SVEVO

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Mercoledì 4 aprile
alle ore 20.30, spettacolo Chiamatemi Italo. Italo Svevo al Teatro Comunale "Giuseppe Verdi", una produzione dell’associazione Musica Libera con la collaborazione (registrata) dell’Accademia Teatrale “Città di Trieste”- Scuola della Contrada, testo e regia di Lino Marrazzo, musiche di Davide Casali e riprese video di Maurizio Bressan, che farà rivivere, attraverso Sara Alzetta e Lorenzo Acquaviva, gli ultimi due giorni di vita di Svevo


Mercoledì 4 aprile 2012, alle ore 20:30 un nuovo imperdibile appuntamento teatrale andrà in scena al Teatro “G. Verdi” di Muggia: la pièce teatrale “Chiamatemi Italo. Italo Svevo”. Lo spettacolo, il cui testo e regia sono firmati da Lino Marrazzo, è una produzione dell’Associazione Musica Libera con la collaborazione (registrata) dell’Accademia Teatrale “Città di Trieste”- Scuola della Contrada, le musiche di Davide Casali e le riprese video di Maurizio Bressan, che farà rivivere, attraverso Sara Alzetta e Lorenzo Acquaviva, gli ultimi due giorni di vita di Svevo.

Nel letto di un ospedale, Svevo si trova in fin di vita. Ad assisterlo sono presenti la moglie Livia, la figlia Letizia e il nipote medico Aurelio Finzi.
In questo modo inizia la parte filmica dello spettacolo che continuerà ininterrotta su di uno schermo alle spalle degli attori. Nonostante la prossimità della morte, lo scrittore triestino mantiene una lucidità che gli permette, attraverso la propria voce interiore, di ripercorrere la propria vita. Ormai però si trova in un continuo stato di dormiveglia che lo fa alternare momenti di coscienza ad altri d’incoscienza, in cui si trova a rivivere, attraverso considerazioni e fatti alterati dai sogni, una parte del suo passato, i libri, i personaggi, gli affetti in una sorta di racconto autoironico e riflessivo. 
La sorpresa e il dubbio di trovarsi o meno nella vita o in uno stato onirico è contraddistinto da alcune immagini legate al suo passato, alcune apparentemente insignificanti e cariche di simboli della sua amata-odiata psicanalisi, altre legate alla vita reale: gli amici, gli affetti, le riflessioni sulla malattia, il senso della morte imminente, il desiderio irrinunciabile al fumo. Tutto ciò tra momenti di malinconia e altri propri dell’ironia che caratterizzavano il suo carattere.
I sogni, che si svelano sul palcoscenico, sono incontri psicologici, analisi, frammisti a ricordi.
Il primo avviene tra lui e Annetta, la coprotagonista del romanzo “Una vita”, che gli porrà delle domande ben precise, una proiezioni dei tanto detestati “giudici della cultura altrui”, mettendolo per la prima volta davanti alla responsabilità di risposte concrete.
Il secondo sogno rievoca il primo incontro tra lui e la moglie, la cugina Livia Veneziani e si preannuncia, suo malgrado, il destino di commerciante di vernici, anche se il sogno di diventare scrittore è già ben radicato tra considerazioni intrise di romanticismo e ironia.
Il terzo sogno lo riporterà in Austria, una vacanza qualsiasi, anche se l’ispirazione letteraria sarà il motivo dominante assieme all’ilarità postuma per aver dimenticato la figlia chissà dove, fatto realmente accaduto.
Nel quarto sogno prevarrà l’incontro tra lui e la Zergol, la donna che ha ispirato Angiolina nel romanzo “Senilità”, ma ritornerà ancora prepotente la figura della moglie Livia e la gelosia nei suoi confronti, la passione e il desiderio di lasciarla senza troppo turbamento.
Il quinto e ultimo sogno sarà il più importante, la conclusione della sua vita. Il confronto con la sua coscienza, l’analisi interiore, i desideri mai detti, le rivelazioni tenute nascoste nel proprio intimo.

La scenografia piuttosto scarna ed essenziale, rievoca una sorta di paesaggio alla Magritte. Una grande cornice bianca, una panca da giardino e una scala, dominano la scena, che assumeranno di volta in volta connotati simbolici diversi.
Il testo, la regia e la scenografia sono di Lino Marrazzo, mentre i costumi di Mariucci Pitacco e Dorina Forti, che ha curato anche il trucco.
Dopo il grande successo di pubblico e di critica della prima, avvenuta il 29 marzo a Trieste, ora al Teatro “G. Verdi” di Muggia si potrà assistere ad uno spettacolo imperdibile.
Biglietto intero 10 euro, ridotto 8 euro.

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