img_interna_1
iconaArte e Cultura

Civico Museo Archeologico

Visitare il museo archeologico è il modo più completo per conoscere i reperti ritrovati nei 25 siti sparsi sul territorio di Muggia, compresi quelli non più visitabili, come i resti delle ville e dei moli romani ormai sommersi dall’accresciuto livello marino. Il piano terra è un invito alla visita, con una serie di foto aeree e di documenti che ci offrono una panoramica generale della penisola muggesana. La visita si approfondisce salendo al primo piano dove troviamo un collezione completa dei materiali ritrovati nei molti siti muggesani.
Il secondo piano è invece un omaggio agli scavi archeologici condotti a Muggia in un periodo di oltre cent’anni. Spiccano la ricostruzione di una tomba della necropoli, ora non più visitabile, di Santa Barbara e i magnifici oggetti di corredo: collane, spille, anelli e altri monili. Accanto a questi reperti sono da ricordare anche le due iscrizioni e la stele dedicata al Dio Mitra, rinvenute presso il castelliere di Elleri, ben rappresentato da una ricostruzione tridimensionale.

L'esposizione si compone di tre sezioni distinte, corrispondenti ai tre piani del museo.

Il piano terreno propone, attraverso foto, carte e testi, la rappresentazione del territorio con particolare riferimento alla componente storica.

Al primo piano viene illustrata la storia dell'area qui considerata, dall'eneolitico al medioevo (cioè circa dal III millennio a. C. al XIV sec. d. C.), attraverso la lettura dei manufatti frutto delle raccolte di superficie effettuate soprattutto tra gli anni Cinquanta e Sessanta di questo secolo. Per facilitare la lettura, i materiali sono stati disposti secondo una sequenza cronologica e sono stati distinti in sei fasi caratterizzate da colori diversi: giallo per l'eneolitico e l'età del bronzo antico, arancio per l'età del bronzo medio, recente e finale 1, rosso per l'età del bronzo finale 2 e l'età del ferro, azzurro per l'età della romanizzazione, blu per quella romana ed infine verde per il medioevo.

Il secondo piano è interamente dedicato all'illustrazione dei dati desunti dagli scavi condotti dalla Soprintendenza a partire dagli anni Ottanta sul monte Castellier (Elleri).
Si tratta di un sito di straordinaria importanza, frequentato senza soluzione di continuità dall'età del bronzo antico all'epoca romana.
Nel corso delle indagini, tuttora in corso, è stata raccolta una notevole quantità di dati che, opportunamente elaborati, ci permettono di tratteggiare, seppur in via preliminare, la storia del luogo. La complessità e la varietà dei dati presentati mostra inoltre quanto sia più ricca e multiforme l'informazione ricavata con moderne tecniche d'indagine, prima fra tutte lo scavo stratigrafico, rispetto a quella prodotta con ricognizioni e scavi non sistematici.

Il territorio di Muggia

Non è facile delimitare il territorio di Muggia in termini rigorosamente scientifici a causa della molteplicità di fattori che contribuiscono alla sua definizione. Da un punto di vista geomorfologico esso è costituito da un promontorio roccioso di natura arenaceo-marnosa proteso nel Mare Adriatico tra le baie di Muggia a nord e di Capodistria a sud. L'intera area è compresa tra due corsi d'acqua (l'Ospo e il Risano) ed è solcata da molti torrenti. Il rilievo, estremamente articolato, ha un'altezza per lo più compresa entro i m 200 s.l.m. e si allunga in direzione nord-ovest sud-est. Il complesso è diviso da un crinale mediano in parte corrispondente con il confine tra Italia e Slovenia.
Le principali risorse naturali del territorio sono di tre tipi: marine, estrattive e vegetazionali.
Lungo la costa sono favorite la pesca, la raccolta di molluschi e le attività connesse alla produzione di sale; le numerose cave di arenaria forniscono materiale da costruzione fin dalle età più antiche così come la consistente copertura arborea, caratterizzata dal querceto misto, mette da sempre a disposizione ingenti quantità di legname. Da un punto di vista storico-geografico il territorio di Muggia si colloca in tutte le epoche in posizione di confine e di cerniera tra aree culturali diverse. Alcuni siti ci testimoniano la presenza umana fin dalla tarda preistoria. Tra tutti si segnala per la particolare importanza Elleri dove l'occupazione è attestata dalle fasi iniziali dell'età del bronzo all'epoca romana con indizi che arrivano fino a quella medievale. Sulle pendici dello stesso colle è stata ritrovata anche la necropoli di Santa Barbara, i cui corredi si datano nella prima età del ferro. Al castelliere di Elleri sembra contrapporsi quello di Montedoro che ha restituito, oltre al cospicuo materiale protostorico, tracce di frequentazione precedente il Bronzo medio. Successivamente, in età romana e medievale il luogo probabilmente fu adibito a pascolo, come testimoniano i pochi cocci raccolti in superficie.

Il sito di Stramare fu occupato a più riprese: vi sono stati reperiti due degli strumenti in pietra più antichi del territorio e alcuni pezzi di ceramica dell'età del bronzo; per l'età del ferro abbiamo indizi che ci portano ad interpretare il sito in chiave emporiale; una villa fornita di molo fu edificata in epoca romana; infine nel medioevo fu luogo utilizzato nella produzione del sale. Da Muggia Vecchia ci giungono scarsissime testimonianze delle età del ferro e romana, mentre del medioevo si conservano, oltre a materiali mobili, resti di strutture come le porte del castello e la basilica di Santa Maria.

Storia delle ricerche

Le prime menzioni delle antiche vestigia di Muggia risalgono ai secoli XV e XVI, cioè al periodo in cui si formarono alcune importanti sillogi di epigrafi romane. Ricordiamo in particolare l'opera composta alla fine del Quattrocento da Domenico de' Monticulis o Montecchi che descrisse tre documenti muggesani (l'ara di Caius Iulius Nicostratus, ora utilizzata come mensa d'altare nella navata sinistra della basilica di Santa Maria Assunta a Muggia Vecchia e le due epigrafi rispettivamente di Caius Arrius e di Quintus Caedius trasportate a Cividale nel 1420, quando Muggia passò sotto la giurisdizione di Venezia).

Nelle raccolte di Felice Feliciano (1433 - 1481) e di Marin Sanudo (primi decenni del Cinquecento) sono menzionate l'iscrizione di Caius Valerius Sabinus e l'aretta di Titus Veturius Eudaemon. Delle testimonianze romane presenti sul territorio muggesano trattano anche Pietro Coppo nella sua opera Del sito de Listria edita nel 1540, Nicolò Manzuoli nella Nuova descrittione della Provincia dell'Istria (1611) e Giacomo Filippo Tommasini nel De' commentarii storici-geografici della provincia dell'Istria (iniziata nel 1647). Le prime indagini sul terreno, costituite da scavi archeologici o più frequentemente da ricognizioni di superficie, si datano appena alla metà del secolo scorso. In quell'epoca Pietro Kandler esplorò il territorio con particolare interesse per l'epoca romana: a lui dobbiamo le notizie sui porti di San Clemente e del mandracchio di Muggia, sul sito di Taglada e sulla necropoli a Muggia Vecchia.
La figura di Kandler è molto importante anche in riferimento agli studi sulla protostoria: nel corso di varie ricognizioni compiute in Carso ed in Istria egli identificò ben trecento castellieri che egli interpretò erroneamente come un sistema di fortificazioni romane. Furono proprio alcuni collaboratori dello stesso Kandler (Antonio Covaz, Carlo De Franceschi, Tomaso Luciani) ad intuire che i castellieri fossero strutture di epoca preromana, ma perché quest'idea venisse ufficialmente riconosciuta valida, bisognò attendere il 1877quando fu pubblicato in lingua italiana un articolo di Richard Francis Burton - un esploratore inglese giunto a Trieste nel 1872 in qualità di console. Poco dopo Carlo Marchesetti con gli scavi di Cattinara e Montebello avviava la moderna indagine scientifica nel campo dei castellieri e nel 1903 dava alle stampe l'opera tuttora basilare per lo studio di questi abitati I castellieri preistorici di Trieste e della Regione Giulia. Nello stesso periodo Karl Moser conduceva alcune importanti indagini sul castelliere di Elleri.

IL CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO, A INGRESSO LIBERO, È VISITABILE SU APPUNTAMENTO RIVOLGENDOSI ALL'UFFICIO CULTURA 040/3360340 o Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

FVG_live
Video di presentazione
icona
video_muggia
Iscriviti
icona

Per rimanere sempre aggiornato sulle novità e le iniziative di Muggia e dintorni iscriviti alla newsletter con pochi e semplici passi!

Come arrivare
icona
mappa
puntatore Guida all'installazione dei punti di interesse di Muggia sui navigatori
puntatore Punti di interesse di Muggia per TOM TOM
puntatore Punti di interesse di Muggia per GARMIN
linea
Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Muggia
Piazza della Repubblica, 4 - 34015 Muggia (Trieste)

incipit

|    Home    |    Visitare Muggia    |    Appuntamenti    |    Mediagallery    |    Carnevale    |    Contatti    |
Do NOT click this link or you will be banned from the site, forever !